La Riabilitazione

Ri-abilitare è un termine che significa restituire al paziente un’abilità che si presume perduta ma che è possibile ri-attivare. Riabilitare il perineo vuol dire, dunque, permettere alla donna o all’uomo di controllare quel “luogo di passaggio” intimamente legato all’essere umano.

LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO CONSISTE IN UN TRATTAMENTO DI TIPO CONSERVATIVO CHE PUÒ ESSERE ESEGUITO A TUTTE LE ETÀ DELL’UOMO E DELLA DONNA

La riabilitazione perineale ha lo scopo di ripristinare la muscolatura perineale per riattivarne le funzioni urinarie, fecali e sessuali e far si che queste non vengano meno con il passare degli anni.

Il trattamento riabilitativo non può prescindere da una attenta valutazione funzionale INIZIALE che comprende:

  • anamnesi e colloquio verbale, durante il quale, la fisioterapista raccoglie tutte le informazioni fornite dal paziente sui sintomi,sulle abitudini e gli stili di vita e le disfunzioni del pavimento pelvico presenti;
  • esame obbiettivo: osservazione del perineo, della parete addominale, della respirazione della postura e della mobilità del bacino;
  • valutazione dell’attività riflessa e della sensibilità perineale;
  • valutazione del tono e del trofismo della muscolatura del perineo;
  • utilizzo di test e questionari per approfondire la sintomatologia e le abitudine del paziente nonché l’impatto delle disfunzioni sulla sua qualità di vita.

LA MUSCOLATURA DEL PAVIMENTO PELVICO Può RISULTARE IPOVALIDA,IPERATTIVA O PRESENTARE DEFICIT DI COORDINAZIONE.
In base alla situazione e alla sintomatologia che il professionista si troverà a dover curare stilerà un programma riabilitativo personalizzato che si avvarrà di diverse tecniche tra le quali il fisioterapista sceglierà le più adeguate per risolvere la sintomatologia riferita dalla paziente.

Tecniche della riabilitazione:

L’ESERCIZIO TERAPEUTICO
Consiste in una serie di esercizi diretti alla zona genito-urinaria-anale e, più specificatamente alla parte muscolare di cui è costituita . Tali esercizi sono programmati e finalizzati ad ottenere precise modificazioni della disfunzione del pavimento pelvico. Possono coinvolgere non solo la parte vaginale e/o anale ma anche i segmenti vicini (zona lombare, addominale, articolazione delle anche, etc)
Questi esercizi prevedono 3 fasi:

  • Fase di apprendimento della muscolatura pelvica, attraverso la quale si spiega verbalmente al paziente che cos’è il pavimento pelvico, come funziona e a che cosa corrisponde la sua disfunzione. Ci si avvale a tal scopo di tavole anatomiche e specchio, e successivamente vengono effettuati esercizi specifici per facilitare la presa di coscienza.
  • Fase di modificazione dei parametri muscolari alterati e cioè rinforzare il muscolo nel caso di ipovalidità, ridurre il suo tono muscolare ed il dolore in caso di ipertono e restituire una corretta sinergia muscolare nel caso di mancata coordinazione.
  • Fase di automatizzazione, dove il soggetto impara ad utilizzare quanto ha appreso in sede ambulatoriale nel proprio domicilio. E’ la fase in cui il paziente deve utilizzare i muscoli del pavimento pelvico nei momenti in cui il sintomo si manifesta così che con la ripetizione costante il gesto diventi “automatico”.

Gli esercizi specifici possono a volte risultare di difficile comprensione ed essere eseguiti non correttamente; vanno quindi insegnati individualmente al paziente da un fisioterapista specializzato nella riabilitazione pelvi-perineale.
Eseguire gli esercizi in maniera sbagliata non solo non risolve, ma addirittura può peggiorare la sintomatologia.
In passato e talvolta a tutt’oggi viene utilizzato anche il termine “chinesiterapia pelvi-perineale” intendendo di fatto lo stesso tipo di intervento e significato terapeutico
L’esercizio terapeutico per il pavimento pelvico viene definito anche “esercizi di Kegel” dal nome del ginecologo statunitense che per primo utilizzò questo strumento per le donne con incontinenza urinaria da sforzo e prolasso degli organi pelvici

L’ELETTROSTIMOLAZIONE
La tecnica consiste nell’applicazione di stimoli elettrici ai muscoli pelvici per ottenere una migliore attività muscolare: viene utilizzata per incrementarne la forza, inibire la contrazione del detrusore (muscolo che avvolge e fa contrarre la vescica) o come trattamento antalgico nelle sindromi dolorose del pavimento pelvico. L’elettrostimolazione perineale viene riservata solo ai casi in cui non vi sia un’adeguata percezione della muscolatura da contrarre.

IL BIOFEEDBACK (BFB)
Attraverso l’uso di una specifica apparecchiatura, il paziente impara a contrarre correttamente i muscoli perineali. Le attività muscolari del perineo, anche quelle meno percepite, vengono visualizzate attraverso un tracciato su un monitor. Questo fa acquisire al paziente maggior controllo e consapevolezza del proprio corpo.

La terapia manuale

Per terapia manuale in riabilitazione pelvica si intendono quell’insieme di metodiche manuali per il trattamento delle strutture fasciali del pavimento pelvico e del bacino in generale.

La terapia manuale è un’area specializzata della fisioterapia per la gestione delle condizioni neuro-muscolo-scheletriche che include tecniche manuali ed esercizi terapeutici.

Delicate manovre e mobilizzazioni pelviche mirate al raggiungimento di una normalizzazione articolare e muscolare del bacino.

Ci sono tecniche manuali che vengono impiegate per il trattamento interno (vaginale o rettale) e trattamento esterno.

Le tecniche utilizzate comprendono mobilizzazioni articolari e del tessuto, massaggio, stretching, massaggio connettivale, trattamento delle cicatrici (addominali, episiotomiche, da lacerazione, etc) trattamento dei trigger e tender point per desensibilizzare le aree dolorose.

L’EDUCAZIONE COMPORTAMENTALE
Se presenti, vengono modificate quelle abitudini che il paziente ha adottato nel tempo credendo di migliorare la propria condizione ma che sono, invece, pratiche inutili se non dannose e che, se non corrette, potrebbero compromettere il regolare funzionamento di alcuni organi (come ad esempio: non bere per non perdere urina, spingere durante la minzione, urinare anche in assenza di stimolo significativo a scopo preventivo, ecc).